Crediamo che il Made in Italy sia la nostra carta vincente.
Benvenuti sul sito dello Studio Droli & Partners, pioniere nel rilancio del Made in Italy attraverso gli accordi fra imprese, il "partnering" e il "co-marketing" intersettoriale e turistico.
Il titolare dello Studio si chiama Maurizio Droli, è sociologo economico-organizzativo, insegna marketing e co-marketing presso le università di Udine e di Milano-Bicocca e ha formalizzato per primo, nel 2007, un metodo specifico per migliorare i risultati prodotti da due o più operatori che lavorano insieme nel turismo, nell'agro-alimentare, nel commercio e nell'artigianato: il “Partnering turistico”©.
L'innovazione viene promossa dal Ministero del Turismo italiano attraverso l’Osservatorio del Turismo Italiano (www.ontit.it), dalla Federazione Italiana Relazioni Pubbliche, da università e da organizzazioni internazionali attraverso workshop, seminari e laboratori tecnici intensivi.
I laboratori che organizziamo sviluppano i seguenti temi:
- promozione congiunta di marchi (co-branding)e di sistemi locali d'opportunità;
- promozione e vendita di servizi offerti da privati e pubblico-privati(co-marketing);
- ideazione e sviluppo di prodotti e servizi innovativi e competitivi nel tempo;
- realizzazione di accordi (lettere d'intenti, contratti di rete, protocolli d'intesa, accordi di co-marketing in generale);
- ricerca di canali di finanziamento dell'attività;
- nell'Industria dell'Ospitalità Diffusa: Albergo Diffuso, attraverso la SISAD – Scuola Internazionale di Specializzazione in Albergo Diffuso (vedi: www.sisad.it).
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Partnering turistico e intersettoriale: la storia
Questo è il passaggio con cui l’Organizzazione Mondiale del Turismo dichiarava nel 2003 la mancanza di un metodo per facilitare la gestione del partenariato pubblico-privato a partire dal turismo:
"Partnerships can then take a variety of forms and involve any number of partners. Indeed, and as the WTOBC 2000 study noted, no ‘correct formula or model’ is available to follow".(Fonte: "Co-operation and Partnerships in Tourism: A Global Perspective", (2003), Canadian Tourism Commission, World Tourism Organization, World Tourism Organization Business Council, Madrid, pg.8)
La storia che ha portato alla nascita di questa tecnica è lunga. Questo che vi proponiamo è il racconto che M. Droli ne ha fatto nel corso di un recente laboratorio.
«Ho iniziato a interessarmi in concreto alla cooperazione fra imprese a partire da una data precisa: l’11 Novembre 1989. Il muro di Berlino era caduto, ma non c’era ancora una visione chiara di come sarebbero cambiate l'economia e il modo di fare impresa. C’era invece l’entusiasmo per la creazione di una comunità globale, l’inizio della globalizzazione e l’attesa dei suoi benefici. Mancava anche la percezione dei problemi che avrebbe inevitabilmente creato, ma questa è un'altra storia ...
Mi occupavo allora di perizie immobiliari per banche e per studi legali come esperto del Tribunale e della Camera di Commercio di Udine. Lavoravo cioè in un settore allora (e forse anche oggi) non molto propenso all’innovazione. Decisi così di “non accontentarmi” e di cercare un settore più dinamico, in cui i risultati dipendessero dalla collaborazione tra i diversi soggetti e interessato alle innovazioni.
Ricordo ancora il momento in cui, nel 1993 partii dall’aeroporto di Venezia verso l’Isola di Tenerife nelle Isole Canarie per trattare la vendita e la gestione turistica di un’unità immobiliare di un nostro cliente. Quel viaggio mi offrì una possibilità inaspettata: conoscere alcune modalità di ricerca allora più innovative applicate per il rilancio delle Isole Canarie verso il mercato turistico.
Il turismo in Italia in quegli anni era lasciato a sè stesso e lontano anni luce dalle logiche di management. Capii allora che questo settore così bisognoso di co-operazione era adatto per fungere da banco di prova per creare tecniche di collaborazione più efficaci. Esisteva d’altra parte il marketing e il management, mentre la scienza della cooperazione tra soggetti autonomi non aveva ancora un nome.
Decisi così di rimettermi sui libri per cercare di creare quello che in Italia come in Spagna sembrava mancare: una tecnica adatta ad aumentare i risultati prodotti dalla collaborazione fra imprese e pubblico-privata a parità di costi. Proposi così nel marzo del 1993 i primi strumenti che permettevano di misurare la necessità di collaborazione fra imprese. La tesina che conteneva la proposta mi fruttò un bel 30 e lode all’esame di "Sociologia uno" presso l’Università degli studi di Trieste, ma soprattutto mi fece capire che ero “sulla strada giusta”.
Gli anni fino al 2007 furono molto intensi. Preferii restare libero di scegliere l'oggetto delle mie ricerche e optai per restare fuori dai percorsi di ricerca post-laurea (molto vincolanti già allora), pur sapendo che sarei stato costretto a pagare di tasca mia ogni raccolta-dati e ricerca. Iniziai così a collaborare con professionisti leader (allora e oggi) in Italia nella consulenza del marketing per il turismo, quali Stefano Dall’Aglio (Econstat, Bologna), Josep Ejarque (TurismoFVG) e Giancarlo Dall’Ara (GDA). Questi diventarono i miei clienti migliori, amici ai quali devo ancora gratitudine per quanto mi hanno insegnato.
Cercai di capire innanzitutto, quali fossero i vantaggi della co-operazione per i clienti e per chi si trova a gestire budget di marketing. Partecipai dal 1995 a diversi programmi di ricerca applicata, sia all’estero e sia in Italia, in quest'ultimo caso per conto dell’ENIT. Coordinai su scala regionale e poi gestii un Sistema Informativo di marketing turistico regionale in Friuli che mi diede molte opportunità di effettuare approfondimenti. Si trattava del programma SIGMATur; il Sistema Informativo per la Gestione del Marketing-management e dell’Alleanza turistica regionale. Il programma funzionò dal 2004 al 2008, fu dei sistemi informativi di marketing credo tra i più economici in assuluto e capace di “raccogliere in una sola mandata” variabili utili a migliorare il marketing, il management e il funzionamento della partnership turistica. Il programma svolse un ruolo di primo piano nel rilancio del turismo in Friuli Venezia Giulia secondo l'Allora direttore di TurismoFVG Josep Ejarque.
Agganciai ad ogni intervento di ricerca applicata, una sezione dedicata alla ricerca esplorativa, per individuarne i problemi e collaudare la bontà dei rimedi proposti. La ricerca esplorativa condotta all’interno dei programmi di ricerca applicata mi fece individuare i varchi lasciati aperti e da colmare per migliorare le spese, la soddisfazione, la fedeltà, il passaparola e la partecipazione dei clienti al cammino di miglioramento dell’impresa attraverso il partenariato.
Capii nel tempo anche i pregi e i vuoti lasciati aperti da un marketing che equiparava il comportamento delle imprese-partner di un gruppo a quello dei dipendenti di un’impresa. Mi chiesi ad esempio quanti dei soci di un consorzio, fossero abituati a incontrarsi ogni giorno per lavorare insieme, quanti di questi applicassero senza troppe discussioni nelle proprie imprese le indicazioni del Direttore marketing, quanti partner fossero “licenziabili” dal Direttore in caso di problemi reiterati e così via. La risposta era ovvia: ben pochi!
Approfondii così le prime buone prassi per rendere più efficace il partenariato e studiate dai pionieri della partnership in Italia e nei diversi continenti. Le ricerche (poche) svolte dalle organizzazioni internazionali, fra cui l’UNWTO furono preziose e vennero approfondite anche attraverso l'esperienza personale. Studiai svariate decine di partnership fra imprese sia piccole e sia grandi, fra imprese e miste, promozionali e strategiche. Notai così come i rimedi trovati si concentravano tutti in dieci aree ben definite, le quali costituivano altrettanti “colli di bottiglia” per tutti i gruppi considerati. Scoprii con non poca sorpresa come le prospettive teoriche di tipo sia economico e sia sociologico-organizzative individuassero già questi ambiti come importanti per il reddito d’impresa e per la coesione sociale. Fu così che i “dieci colli di bottiglia” divennero altrettante variabili di partnering turistico: le “10A”.
L’incontro (fortuito) con i primi alberghi diffusi friulani avvenuto nel 1996 mi fece capire come i problemi di mancata o parziale collaborazione fossero comuni anche alle imprese di nuova generazione.
Fu così che iniziai a fare in modo che le soluzioni proposte fossero innanzitutto pratiche e accessibili ai consorzi, alle reti e alle imprese più piccole».
Nasce nel 2007, ossia dopo 13 anni di applicazioni, verifiche e collaudi una nuova tecnica (tutt’altro che perfetta), ma capace di produrre risultati sia concreti e sia misurabili in termini di risparmi sui costi e incremento nelle prestazioni d'impresa.